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Sconto Amazon sui Libri Scolastici del 15%

Come per gli anni passati, anche per il 2018 lo sconto Amazon sui libri di scuola non cambia: tutti i libri scolastici restano scontati del 15%.

Sconto Libri Scolastici Amazon del 15%

Amazon applica il 15% di Sconto su tutti i libri scolastici

Tale scontistica applicata ai testi per tutte le scuole di ogni ordine e grado ha incoraggiato maggiormente le famiglie e gli studenti ad acquistare le dotazioni librarie occorrenti sul famoso sito di e-commerce più conosciuto al mondo.

Perchè questo avviene? Prezzo a parte, i libri scolastici su Amazon continuano ad avere un sacco di validi motivi per essere acquistati.

Dunque, la convenienza resta sull’acquisto delle dotazioni librarie online su Amazon anche per l’anno scolastico 2018 – 2019.

Di seguito riportiamo, in favore di chi è ancora dubbioso prima di procedere con la prenotazione, tutti i vantaggi che Amazon riserva ai clienti.

10 Buone ragioni per comprare i libri di scuola su Amazon

  1. Risparmi il 15% sul prezzo di copertina;
  2. Niente spostamenti in macchina, perdite di tempo, parcheggi da pagare o rischio multe, quindi nessun dispendio di benzina e soldi;
  3. Eviti di fare avanti e indietro dalla cartolibreria per prenotarli, tornando poi più volte per ritirarli man mano che arrivano;
  4. Puoi prenotare i libri sia dal computer che con lo smartphone;
  5. Non devi procurarti la lista dei libri adottati poichè ti basta selezionare la scuola  e la classe frequentata, per avere automaticamente tutto l’elenco, con un semplice click;
  6. I libri che eventualmente non sono momentaneamente disponibili puoi prenotarli e pagarli solo quando tornano ad essere fruibili;
  7. Se malauguratamente dovessero esserci variazioni fatte dalla scuola (caso raro ma può accadere), fai sempre in tempo a cambiare i libri;
  8. I testi ti arrivano comodamente a casa, dopo qualche giorno dal momento dell’ordine;
  9. non ci sono spese di trasporto e consegna, se spendi almeno 25 euro in libri idonei;
  10. A differenza di quanto molti credono, puoi anche pagare in contanti i libri acquistati su Amazon oltre che con carte di credito e carte prepagate.

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Pagare in contanti i libri su Amazon

Anche ancora in tanti non lo sanno, su Amazon si possono comprare i libri scolastici, ma non solo, pagando in contanti.

In verità non è proprio un pagamento in contanti vero e proprio, ma comunque permette di fare acquisti a chi non possiede, o non vuole utilizzare la carta di credito, la prepagata o il conto bancario.

Funziona così: una volta scelto cosa acquistare e dopo averlo messo nel carrello, basta verificare l’importo da pagare, per poi recarsi un una qualsiasi tabaccheria/ricevitoria Sisal o Lottomatica, ed acquistare un buono Amazon dell’importo voluto.

Ci sono tagli da tagli di 10, 25, 50 e 100 €.

Buoni acquisto Amazon

Per utilizzare i codici e ricaricare il tuo account, segui queste indicazioni:

  • Visita la sezione Buoni Regalo e Ricarica del tuo account;
  • Clicca  su Aggiungi un Buono Regalo o un codice per ricaricare il tuo account e inserisci il codice nella schermata successiva;
  • dopo aver cliccato su Aggiungi al mio account, l’importo verrà aggiunto al saldo dell’account.

In alternativa, potrai aggiungere il codice durante il processo di acquisto, nella pagina di conferma dell’ordine.

Se l’importo dell’ordine è inferiore al saldo disponibile sul tuo account, la differenza resterà disponibile da poter essere utilizzata in acquisti successivi.

Avrai 10 anni di tempo per usare il credito residuo.

Buono da 10 Euro in regalo su Amazon

Come ciliegina sulla torta, fino al 31 Luglio 2018, se è la prima volta che usi i buoni Amazon, e ne acquisti uno da almeno 30 euro, ricevi uno sconto aggiuntivo di ulteriori 10 euro.

Imperdibile opportunità da cogliere al volo.

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Vendita Diretta dei Libri Nelle Scuole: Pratica Vietata

In violazione della legge che vieta la vendita dei libri all’interno delle scuole primarie, si sta diffondendo sempre più la pratica della vendita diretta dei libri nelle scuole effettuata da rappresentanti editoriali.

Divieto vendita libri nelle scuole

Modus operandi di operatori poco professionali è quello di proporre l’acquisto dei libri scontati con la scusa di una riduzione del prezzo di copertina e di una tempestiva consegna.

Nello specifico, si tratta dell’acquisto diretto di sussidi didattici, libri vacanze e di narrativa, dizionari, diari ed altro, da parte di personale docente e non docente delle scuole, attraverso l’intermediazione di rappresentanti editoriali o altre figure comunque non autorizzate.

Peccato che si tratti di commercio non consentito, in virtù della norma che vieta la vendita dei libri all’interno delle scuole primarie, oltre ad essere non nemmeno conforme alla normativa fiscale in materia di attività di commercio al dettaglio.

Lo stabilisce  l’art.157 Dlgs n. 297 del 1994, che recita quanto segue:

Divieto commercio libri di testo

1. E’ fatto divieto ai docenti, ai direttori didattici, agli ispettori tecnici ed, in genere, a tutti i funzionari  preposti ai servizi dell’istruzione elementare di esercitare il commercio dei libri di testo.
2. Nei riguardi di contravventori si provvede in via disciplinare.

Per i suddetti motivi, in molte scuole italiane, le associazioni di categoria (Confcommercio in primis), a difesa di librerie e le cartolibrerie, hanno chiesto un intervento degli Uffici Scolastici del territorio per verificare il rispetto della normativa vigente e la prassi indicata, ricordando i ruoli e le competenze, nonché le possibili conseguenze di comportamenti illeciti.

Occorre precisare che tale fenomeno illecito si rinnova sistematicamente, seppure negli ultimi anni, grazie alla collaborazione di una buona parte dei Dirigenti Scolastici e alle continue pressioni, si è in parte attenuato.

Appare necessario però garantire e tutelare le attività commerciali del settore, specialmente in questi periodi di notevole difficoltà economica.

In molte città italiane ne è scaturita una circostanziata nota, inviata a tutti gli Istituti Scolastici della provincia, con cui si chiede l’attenzione verso questa problematica dell’intero corpo docente, al fine di rendere subito consapevoli della stessa anche coloro i quali, seppur in buona fede, non rispettano ruoli e competenze, ignorandone nel contempo le possibili conseguenze.

Università a Numero Aperto Senza Test d’Ingresso

Anche se molte Facoltà sono a numero chiuso, come ad esempio quelle di medicina, veterinaria e architettura, ce ne sono altrettante a numero aperto che non richiedono nemmeno di fare il test d’ingresso.

Sono delle valide alternative da considerare, oltre alle università online, sopratutto  qualora non si superassero le prove di ammissione in una delle suddette unità didattiche.

Università a Numero Aperto Senza Test d'Ingresso

Precisazione: seppure le facoltà a numero aperto sono esenti da accesso programmato nazionale ovvero da prove di selezione, spesso è comunque prevista per ogni corso di laurea alternativa, una valutazione che ogni Università stabilisce autonomamente ma che comunque non è vincolante al fine dell’ammissione.

Appare ovvio rimarcare l’importanza del superamento di tale valutazione, onde evitare debiti formativi fin dall’inizio dell’anno accademico, ancor prima di sostenere esami curriculari.

Detto questo, vediamo ora quali sono le facoltà a numero aperto 2018 presenti sul territorio nazionale.

Facoltà Italiane a Numero Aperto 2018 – 2019

Facoltà di Economia a numero aperto

Università di Bologna: alcuni corsi richiedono solo il superamento di un test di autovalutazione (pena debito formativo), altri sono ad accesso programmato (Scienze economiche e Scienze dell’economia della gestione aziendale):

Università di Genova: accesso libero a qualsiasi corso di laurea di primo livello;

Università di Perugia: non è prevista nessuna prova di valutazione;

Università di Pisa:  l’accesso è libero ma occorre sostenere un test per i corsi in Banca, finanza e mercati finanziari, Economia aziendale ed Economia e commercio;

Università di Roma La Sapienza: nessuna prova di ammissione;

Università di Torino: nessun test di valutazione.

Facoltà di Giurisprudenza a numero aperto

Previsto un test di valutazione iniziale alle Università di Bari, Bologna, Firenze, Pisa e La Sapienza di Roma.

Facoltà d’Ingegneria a numero aperto

Ben  poche le università che attualmente non prevedono o lo prevedono in maniera limitata il numero chiuso per le iscrizioni. Tra queste:

Università di Bologna: non prevede numero chiuso;

Università di Firenze e Pisa: come sopra ma è previsto un test iniziale con la sola finalità di eseguire una valutazione preliminare delle attitudini dello studente;

Università di Perugia numero chiuso solo per i corsi di Ingegneria informatica ed Elettronica. Per il resto vige l’obbligo di sostenere un test preliminare di valutazione;

Università di Roma La Sapienza numero chiuso solo per i corsi di Ingegneria edile, gestionale, aerospaziale, meccanica e informatica.

Facoltà di Lettere e Filosofia a numero aperto

Università di Bologna Alma Master: nessun test;
Statale di Milano: nessun test;
Università degli studi di Napoli Federico II: nessun test;
Università di Perugia:
solo un test di orientamento;
Università di Pisa e Università di Udine: test iniziali non vincolanti ma con accumulo di eventuali debiti formativi.
Università di Roma La Sapienza: nessun test.

Facoltà di Lingue e Letteratura Straniera a numero aperto

Università di: Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cassino, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli (Federico II), Pisa, Roma (La Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata).

Facoltà di Scienze a numero aperto

Università di Bari: sono a numero chiuso soltanto Biologia e Chimica;

Università di Firenze: tutte le facoltà di scienze sono ad accesso libero tranne il corso di laurea in Biologia;

Università degli Studi di Milano: la facoltà di Geologia è l’unico corso che non prevede un test d’ingresso;

Università di Pisa: numero aperto ma con test di valutazione per Biologia;

Università La Sapienza di Roma: tutte a numero aperto tranne Biologia e Chimica.

Facoltà di Scienze Politiche a numero aperto

La maggior parte delle facoltà di scienze politiche è ad accesso libero con iniziale test di valutazione, ad eccezione dei corsi di Relazioni Internazionali e Servizio Sociale, che sono a numero chiuso nelle seguenti università:

Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Milano, Palermo.

Detrazione Libri Scolastici

I libri scolastici si possono scaricare dalle tasse? I testi di studio sono detraibili dalla denuncia dei redditi?

Le suddette domande sono molto comuni da parte di scolari e studenti, e da parte delle famiglie che sono continuamente alla ricerca di informazioni riguardanti la deduzione delle dotazioni librarie per i propri figli.

Vediamo come stanno le cose.

Partiamo col dire che sono detraibili fiscalmente nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, per il primo ciclo di istruzione, per la scuola secondaria e per l’istruzione universitaria, per un importo che viene fissato annualmente.

Detto questo, resta da capire cosa si intenda per spese di istruzione, tenendo conto che, i libri scolastici, spesso sono inclusi nella retta versata alle scuole di istruzione, le quali fanno confluire in un’unica voce tutto ciò che comprende i costi sostenuti.

Purtroppo l’acquisto di testi scolastici è escluso dall’ambito di applicazione della detrazione fiscale.

Dunque anche se la scuola inserisce nella retta tutto il materiale, compresi i testi o la cancelleria, si dovrebbero scorporare i suddetti importi ed escluderli dall’ammontare annuo da detrarre.

Quanto detto vale anche per le scuole private e paritarie.

La stessa Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 17.06.1980 n. 8/803, ha chiarito che:

…non sono detraibili le spese relative: all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria.

L’unico caso in cui è possibile scaricare i libri di testo dalle tasse riguarda gli acquisti di testi fatti nell’ambito dell’attività di lavoro autonomo e nell’esercizio di arti o professioni.

Spese scolastiche detraibili

Le spese scolastiche che si possono portare in detrazione con il modello 730/2018 sono i costi sostenuti per la frequenza di:

scuole dell’infanzia (scuole materne);
scuole primarie e scuole secondarie di primo grado (scuole elementari e medie);
scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore);
tasse di iscrizione e di frequenza;
contributi obbligatori;
spese sostenute per l’ampliamento dell’offerta formativa.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni importanti chiarimenti su alcuni specifici costi da portare in detrazione col modello 730/2018, ovvero: mensa scolastica e servizi scolastici integrativi, gite scolastiche, assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa.

Al contrario le seguenti le spese scolastiche non sono ammesse alla detrazione:

acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado;
servizio di trasporto scolastico.

Spese Istruzione Detraibili 2018

Di recente sono state apportate numerose modifiche riguardo le spese d’istruzione detraibili nella denuncia dei redditi.

Vediamo dunque quali sono questi benefici fiscali relativi all’anno 2018 per gli studenti.

Partiamo col dire che, per ogni figlio, c’è uno sgravio per le spese di istruzione pari ad una detrazione del 19% dei costi dalle imposte, che può arrivare fino ad  un massimo di spesa di 717 euro per le spese scolastiche del 2017 da dichiarare nel 2018.

Il suddetto importo, nel 2019, salirà a 786 euro.

Ricordiamo che attualmente è possibile detrarre le spese scolastiche sostenute per la frequenza di istituti di ogni ordine e grado:

  • asili nido;
  • scuole dell’infanzia (cioè scuole materne);
  • scuole primarie (ossia elementari);
  • scuole medie inferiori;
  • scuole medie superiori;
  • università;
  • master;
  • scuole di specializzazione;
  • dottorati di ricerca;
  • corsi di perfezionamento.

Tra le spese di istruzione detraibili sono incluse inoltre:

le tasse di iscrizione e frequenza;
le spese per la mensa;
i contributi obbligatori e quelli volontari;
le erogazioni liberali appositamente deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenute dal contribuente con la specifica finalità legata alla frequenza scolastica;
le spese per i servizi scolastici integrativi, quali l’assistenza al pasto e il dopo scuola, anche quando il servizio è reso tramite il Comune o altri enti rispetto alla scuola;
le spese per gite scolastiche;
le spese per l’assicurazione della scuola;
ogni altro contributo finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa (ad esempio corsi di lingua, teatro, ecc…) deliberato dagli organi d’istituto.

Si precisa che riguardo i costi pagati direttamente alle scuole, non bisogna esibire copia della delibera scolastica che ha disposto tali versamenti.

Invece nel caso in cui le spese scolastiche siano pagate a soggetti terzi è necessario avere copia della disposizione.

Calcolo delle spese scolastiche detraibili nel 2018

Come già accennato sopra, le spese di istruzione detraibili consistono in un beneficio fiscale pari al 19% dei costi dalle imposte per ogni figlio, sino a un massimo tetto di spesa di 717 euro, inclusi costi di frequenza, istruzione e per la mensa.

Ciò vuol dire che si possono dunque detrarre fino a 136,23 euro per studente.

Detrazioni asili nido

In questo caso il costo massimo è di 632 euro annui per figlio, ovvero, possono essere tolti dalle tasse 120 euro.

Spese universitarie: non è previsto nessun importo massimo, per la detrazione delle spese universitarie, per la frequenza di master, dottorati o scuole di specializzazione post-universitaria.

Dunque si tratta di una detrazione sempre del 19% ma senza alcun limite, sempre che i corsi siano organizzati da università pubbliche o private e che siano assimilati, per durata e struttura dell’insegnamento, a corsi universitari o di specializzazione.

Se l’istituto frequentato è privato o estero, le spese non sono detraibili in misura superiore a quelle pagate per la frequenza in un’università pubblica.

Beneficiari delle detrazioni

Possono beneficiare della detrazione per le spese di istruzione:

i genitori, riguardo alle spese sostenute per i figli a carico;
il diretto interessato, cioè chi frequenta il corso di studio, per le spese da lui sostenute.

Precisazione: un figlio è considerato a carico se il suo reddito non supera 2.840,51 euro annui, a prescindere che conviva o meno col genitore.

Detrazioni scolastiche 2018: documenti da conservare

Occorre conservare, ed eventualmente esibire in caso di verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria, la documentazione riguardante le spese d’iscrizione, di frequenza e di costi sostenuti per la mensa.

Nello specifico: ricevute di pagamenti effettuati con bonifici bancari o postali, ricevute di pagamenti effettuati tramite conti correnti o bollettini postali, Mav relativi al pagamento del servizio mensa, attestazioni di pagamento rilasciate dall’istituto scolastico.

Riguardo la denuncia dei redditi, nel 730, le spese scolastiche sostenute vanno indicate nei righi da E8 a E10, col codice 12, mentre solo le spese universitarie vanno indicate col codice 13.

Spese istruzione non detraibili

Non possono essere detratte dalle tasse le spese per l’acquisto di libri di testo e di materiale didattico e di cancelleria, né quelle di trasporto.

Libri in Regalo all’Università di Genova

La Biblioteca della Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova dona libri di testo, mettendoli a disposizione di studenti, amanti della lettura e interessati.

La decisione è stata presa per motivi di sicurezza, nell’ambito di un riordino, per adeguamenti alle norme antincendio.

Libri in regalo all'Università di Genova

L’Università di genova regala libri

L’Ateneo genovese infatti si trova nella situazione di dover liberare alcuni dei suoi magazzini.

Per tale motivo ha deciso di regalare svariate pubblicazioni disponibili in biblioteca.

I testi gratuiti possono essere ritirati a partire da mercoledì 27 giugno negli atri di via Balbi 4 e via Balbi 6, dalle 8 del mattino fino alle alle 19 serali.

L’iniziativa culturale ligure, partita degli uffici tecnici, è stata sostenuta e promossa dal Difast dell’Università di Genova ed è realizzata in collaborazione coi bibliotecari del dipartimento e della biblioteca di Scienze umanistiche.

Valida occasione per evitare che i volumi finiscano al macero, salvandoli dalla distruzione e dallo spreco.

Un’imperdibile opportunità di arricchimento personale e beneficio alla Cultura.

Le copie, centinaia di libri di Filologia e Letteratura classica e medievale, Storia, ma anche Archeologia, sono state catalogate da volenterosi universitari.

Agevolazioni Sulle Tasse e Contributi all’Università di Brescia

L’Università degli Studi di Brescia ha approvato il nuovo Regolamento riguardante la contribuzione studentesca.

Oltre a non esserci nessun aumento delle tasse, sono previste numerose agevolazioni che hanno lo scopo di attrarre un numero maggiore di studenti e aprire l’Ateneo all’internazionalizzazione.

Riduzione tasse universitarie Università di Brescia

Nel dettaglio, il Consiglio di Amministrazione, ha deciso che  per l’anno accademico 2018/2019, ci saranno i medesimi livelli di contribuzione del passato e diverse riduzioni ed esoneri per abbattere i costi universitari.

Nel dettaglio:

la riduzione della contribuzione passa dal 30% al 45%, nei confronti di di sorelle o fratelli di studenti che già sono iscritti all’Università degli Studi di Brescia;

riduzione che sale dal 20 al 25% per gli studenti appartenenti a nuclei familiari aventi l’Isee inferiore o pari a 30 mila euro;

aumento della riduzione (dal 20% al 25%) per gli studenti con isee compreso tra 30 e 50 mila €.

mantenimento della riduzione del 20% per gli studenti con isee compreso tra € 50.000 e € 100.000;

– esenzione dalla contribuzione per il primo anno di corso per gli studenti che si immatricolano per la prima volta ad un corso di studio triennale o magistrale a ciclo unico che hanno conseguito il diploma di maturità con votazione di 100/100 o 100 e lode;

– acquisizione gratuita dei requisiti curriculari richiesti per l’immatricolazione ad un corso magistrale attraverso il rimborso dei contributi versati per l’iscrizione ad insegnamenti singoli in caso di immatricolazione ad un corso di laurea magistrale;

– riduzione della contribuzione per gli studenti meritevoli con isee compreso tra 30.000 e 38.000 mediante l’applicazione della funzione (ISEE-13.000)*0,075 con il vincolo che il valore non sia superiore al valore ottenuto con la funzione in essere nell’a.a. 2017/2018;

– riduzione della contribuzione per gli studenti che acquisiscono all’estero più di 12 CFU per semestre;

– riduzione della contribuzione per gli studenti con disabilità compresa tra il 50% e il 66%;

– previsione di una contribuzione massima per studenti provenienti da Paesi a medio-basso reddito pari a € 1.000;

– previsione per tutti i laureati dell’Università degli Studi di Brescia che si iscrivono a singoli insegnamenti di un contributo determinato sulla base del valore ISEE del nucleo familiare.

– esonero dalla contribuzione per iscrizione a corsi singoli per gli iscritti ai corsi di Dottorato e Scuole di Specializzazione di UNIBS.

Prevista infine una riduzione della contribuzione per tutti gli studenti dei corsi triennali, magistrali e magistrali a ciclo in possesso di una attestazione ISEE valida per le prestazioni agevolate per il diritto allo studio universitario minore di € 45.000. L’attestazione deve essere rilasciata nell’anno 2018.