Studiare in Vacanza: Raccomandazioni del Ministro Bussetti

Meno compiti Estivi

Meno compiti Estivi

L’attuale Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, per la gioia degli studenti tutti, raccomanda ai docenti un maggior senso della misura nell’assegnare compiti per le vacanze estive.

Vale a dire che studiare in estate va bene, ma con la giusta moderazione.

Affermazioni fatte in occasione della visita alla scuola media Nuccia Casula di Jerago nel Gallaratese, in provincia di Milano, per l’ultimo giorno di scuola.

Dunque niente di nuovo rispetto ai suggerimenti fatti dai suoi predecessori che in passato avevano già rilasciato dichiarazioni simili.

Negli ultimi anni infatti predomina sempre più l’orientamento nel consigliare di non caricare troppo bambini e ragazzi di compiti durante le vacanze estive.

Il pediatra Italo Farnetani, docente alla Libera Università degli studi di Scienze umane e tecnologiche di Malta, pensa che le scuole chiudono non per mandare in ferie gli insegnanti, ma far riposare gli alunni.

In un’intervista rilasciata all’AdnKronos ha affermato che per il benessere degli studenti è necessario permettere loro di staccarsi completamente dallo stress legato all’apprendimento e ricaricare le batterie.

La sua idea è che non c’è rischio per gli alunni di scordare le nozioni acquisite perché le cose apprese da piccoli sono quelle più durature.

Tutto sommato si tratta sempre di vacanze ed è bene che gli studenti, oltre al tempo libero dedicato allo svago, occupino il loro tempo anche con altri istruttivi come ad esempio, campi scuola, lavoretti, attività di volontariato, arte e sport.

Svariate esperienze che sono tutte contraddistinte dal medesimo obiettivo: crescere e maturare interiormente.

Dunque porte aperte ai compiti ma senza eccessi, giusto per mantenersi allenati e ripassare quei punti del programma ancora lacunosi.

Ma se è vero che lo studente deve esplicitare le sue capacità autonome di mettere a frutto quanto imparato a scuola, dal canto suo il docente deve anche insegnare all’allievo ad essere indipendente nel ragionamento, al di là dei meri esercizi.

Provare, esercitarsi, memorizzare e automatizzare le nozioni sentite ed imparate a scuola è importante, quanto lo è ragionare in astratto ed in concreto per comprendere le proprie insicurezze e riprendere in classe gli argomenti proposti.

E in attesa che la scienza fornisca una risposta univoca in merito, i compiti delle vacanze restano un baluardo che arriva dall’esperienza degli insegnanti, che è ben diversa a seconda della scuola e della classe frequentata.

Intanto anche i pediatri si schierano contro gli eccessivi compiti delle vacanze, periodo in cui sarebbe più istruttivo, a parer loro, trascorrere più tempo  con la famiglia e gli amici.



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